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Software militari, milioni per la logistica dell’Esercito: costi, criticità e appalti sotto osservazione

INCHIESTA | DIFESA, SPESA PUBBLICA E TECNOLOGIA

Dai sistemi logistici dell’Esercito ai contratti con Leonardo: costi, richieste di manutenzione, criticità segnalate per altri applicativi militari e collegamenti societari e istituzionali. Un’indagine che distingue i fatti documentati dalle questioni ancora aperte.

Milioni di euro per sviluppare e mantenere sistemi informatici destinati alla logistica dell’Esercito. Quanto costano realmente? Come vengono valutati i risultati? E quali garanzie esistono per cambiare piattaforma o fornitore? Gli atti pubblici consentono di ricostruire una parte della spesa, ma non ancora di misurare in modo completo l’esperienza degli operatori.

Da SIMOGE a SLOI: cosa sappiamo del cambio di software

La gestione dei materiali richiede registrazioni affidabili di giacenze, carico e scarico, movimentazioni e disponibilità. Una migrazione tra applicativi comporta trasferimento e verifica dei dati, formazione e possibili periodi di utilizzo parallelo.

Non è stato ancora individuato un atto ufficiale che documenti una sostituzione generale e diretta di SIMOGE con SLOI, con date e costi della migrazione. Sarebbe quindi improprio descriverla come un passaggio già accertato. La Difesa dovrebbe chiarire quali sistemi siano stati sostituiti, quali convivano e quali benefici misurabili abbiano prodotto.

I numeri: contratti e stanziamenti

AttoImportoPrecisazione
Atto autorizzativo n. 721, 28 marzo 2024708.302,04 €IVA inclusa; sviluppo e adeguamento SLOI
Procedura quadriennale 202513.114.762,92 €IVA esclusa; riguarda SLOI, MIDI e ITB
Atto aggiuntivo, 10 marzo 2025700.000 €Incremento massimo IVA inclusa dell’accordo precedente

Gli importi si riferiscono ad atti differenti e non vanno sommati automaticamente. Il valore della procedura non equivale ai pagamenti effettivamente liquidati. Il CIG della procedura 2025 è B5236FC702; l’atto aggiuntivo richiama il CIG 79633425B4.

Fonti: Esercito, atto 2024; Esercito, procedura 2025; atto aggiuntivo 2025 (PDF).

Le lamentele e il problema dei malfunzionamenti

Le difficoltà informatiche nell’Esercito sono già entrate nel dibattito pubblico. Nel 2018 FLP Difesa denunciò criticità relative al trattamento economico e al funzionamento del SIGE e dei rapporti con il CUSE. Money.it riportò problemi di certificazioni fiscali e stipendi, riferendo di difficoltà nell’interscambio tra sistemi.

Fonti: FLP Difesa, ottobre 2018; Money.it, approfondimento 2018.

SIGE non è SLOI. Le segnalazioni citate non provano malfunzionamenti di SLOI o SIMOGE. Per questi ultimi occorrono ticket di assistenza, verbali di collaudo, segnalazioni protocollate e testimonianze verificabili. Analogamente, l’espressione «sviluppo correttivo» in un contratto non dimostra, da sola, che il software sia inutilizzabile.

Affidamenti e dipendenza da un fornitore

La procedura del 2025 è stata preceduta da una verifica di mercato sull’infungibilità dei servizi. Una procedura negoziata senza previa pubblicazione di bando può essere legittima nei casi previsti dalla legge; la questione pubblica è verificare le motivazioni, i diritti sul codice, la possibilità di interoperabilità e le alternative effettive. Quanto è facile per l’Esercito cambiare fornitore senza interrompere la logistica?

La filiera societaria: S3LOG, Vitrociset e Leonardo

La storia dell’infologistica militare comprende il consorzio S3LOG, costituito nel 2004 con Datamat, Elsag e Vitrociset. Negli anni queste società hanno attraversato riorganizzazioni e acquisizioni. Leonardo è il contraente citato nell’accordo quadro SLOI del novembre 2019; il Ministero dell’Economia e delle Finanze è un azionista rilevante di Leonardo.

Nel 2017 fu annunciata un’operazione sull’assetto di Vitrociset attraverso Ciset e Croce International, con il coinvolgimento dell’imprenditore Antonio Di Murro. Nel 2018 Fincantieri e Mer Mec comunicarono che l’acquisizione progettata non sarebbe stata perfezionata dopo l’esercizio del diritto di prelazione da parte di Leonardo.

Fonte: Fincantieri, comunicato settembre 2018. La ricostruzione della catena proprietaria richiede comunque visure storiche e atti societari.

Politica e familiari: distinguere rapporti e responsabilità

La partecipazione del MEF in Leonardo costituisce un rapporto istituzionale documentabile tra lo Stato azionista e un fornitore della Difesa. Nelle precedenti ricerche sono emersi anche riferimenti a un incarico in Leonardo di Simone Tabacci, figlio del politico Bruno Tabacci, e a ricostruzioni giornalistiche sui rapporti tra Antonio Di Murro e l’ex parlamentare Silvano Moffa.

Non sono emersi documenti sufficienti per attribuire a queste persone quote nelle società affidatarie di SLOI, un ruolo nei relativi contratti o vantaggi economici derivanti dagli affidamenti. Un rapporto familiare o personale non dimostra un conflitto di interessi. Le verifiche richiedono visure, dichiarazioni di interessi e documenti contrattuali.

Altri appalti informatici: l’inchiesta Sogei, distinta da SLOI

Nell’ottobre 2024 la Guardia di Finanza comunicò un’indagine della Procura di Roma su ipotesi di corruzione e turbata libertà degli incanti in procedure informatiche e di telecomunicazioni che coinvolgevano anche amministrazioni della Difesa. ANSA riportò l’arresto in flagranza dell’allora direttore generale Sogei Paolino Iorio. Nel marzo 2026 RaiNews riferì di ulteriori sviluppi investigativi.

Fonti: Guardia di Finanza, ottobre 2024; ANSA, ottobre 2024; RaiNews, marzo 2026.

Non risultano elementi, nelle fonti qui considerate, che colleghino tale indagine ai contratti SLOI, MIDI e ITB. Le persone indagate conservano la presunzione di innocenza. L’accostamento serve esclusivamente a distinguere il tema generale dei controlli sugli appalti da specifiche responsabilità giudiziarie.

Le risposte che mancano

Per giudicare l’efficacia della spesa servono importi effettivamente pagati, collaudi, indicatori di servizio, numero e gravità delle anomalie, tempi di risoluzione, costi di migrazione e dati sulla formazione. È anche necessario sapere quali parti del sistema siano trasferibili a fornitori alternativi.

La Difesa investe risorse importanti nell’informatizzazione. La verifica più utile non consiste nell’accostare nomi e sospetti, ma nel confrontare costi documentati, prestazioni effettive e problemi segnalati dagli utilizzatori. Solo così è possibile capire se gli investimenti abbiano davvero semplificato il lavoro dei reparti.

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