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Svolta per il militare riminese reso cieco dal vaccino: la Commissione Medica riconosce il nesso causale

Dopo tre anni e mezzo di calvario e battaglie legali, arriva il verdetto della C.M.O. di Bari. Il giovane, colpito da trombosi cerebrale dopo la seconda dose Pfizer, era stato inizialmente curato per “artrosi”. L’avvocato Ottaviano: “Ora si apre la strada al risarcimento civile”.

BARI – È servita un’odissea sanitaria e giudiziaria durata oltre tre anni, ma alla fine Γ¨ arrivato il riconoscimento ufficiale. La Commissione Medica Militare (C.M.O.) di Bari ha stabilito l’esistenza di un nesso di causalitΓ  diretto tra la somministrazione del vaccino anti-Covid Pfizer e la cecitΓ  totale che ha colpito un giovane militare, all’epoca dei fatti 24enne. Una decisione che, unita alla perizia del Tribunale, riscrive la storia clinica e legale di un soldato riformato nel fiore degli anni.

La cronologia del dramma

La vicenda ha inizio nel 2022. Il militare, originario del riminese ma di stanza nel capoluogo pugliese, si sottopone alla prima dose del vaccino come previsto dai protocolli sanitari e dagli obblighi per il comparto Difesa. GiΓ  in quella occasione il giovane accusa i primi disturbi neurologici, ma la diagnosi ospedaliera si rivela fuorviante: le vertigini vengono archiviate come una banale “artrosi cervicale”.

Fidandosi del parere medico e per rispettare il calendario vaccinale imposto, il militare si presenta per la seconda dose. L’esito Γ¨ drammatico. Poche ore dopo l’inoculazione, il quadro clinico precipita: vertigini violente, sudorazione anomala, nausea e un rapido offuscamento della vista. Il ricovero d’urgenza porta alla luce una realtΓ  ben diversa dall’artrosi: trombosi venosa cerebrale (seno sigmoideo e vena giugulare interna destra), positivitΓ  agli anticorpi anti-PF4 e ipertensione endocranica.

Nonostante le terapie d’urgenza gli salvino la vita, il danno Γ¨ irreversibile: il nervo ottico Γ¨ compromesso. Il giovane soldato perde la vista e, con essa, la sua carriera. Viene riformato: non Γ¨ piΓΉ idoneo al servizio.

La battaglia contro la burocrazia

Il dramma sanitario lascia presto spazio a quello amministrativo. Rivoltosi all’INPS, l’ex militare si vede riconoscere un’invaliditΓ  parziale del 75%, una percentuale che non rispecchia la gravitΓ  della sua condizione. Assistito dall’avvocato Gianluca Ottaviano, decide di adire le vie legali, presentando denuncia di evento avverso al Servizio di Farmacovigilanza e impugnando il verbale dell’ente previdenziale.

La svolta arriva prima in Tribunale: il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) ribalta la valutazione INPS, certificando un’invaliditΓ  al 100%. Il perito riconosce inoltre lo “stato di bisogno” del giovane che, cieco e con problemi di equilibrio, necessita di assistenza continua per compiere gli atti quotidiani della vita, garantendogli il diritto all’indennitΓ  di accompagnamento.

Il riconoscimento della Commissione Militare

L’ultimo tassello, fondamentale per la chiusura del cerchio, Γ¨ giunto pochi giorni fa, come riportato anche dalla testata Imola Oggi. La ASL competente ha ricevuto il verbale definitivo della Commissione Medica Militare di Bari.

Dopo circa tre anni e mezzo dall’inoltro della domanda, la sanitΓ  militare ammette ufficialmente che la patologia devastante Γ¨ stata causata dal vaccino. Un riconoscimento tardivo ma cruciale: non solo convalida la battaglia di veritΓ  condotta dal legale e dalla famiglia, ma apre ora le porte al risarcimento del danno in sede civile. Tale somma potrΓ  legittimamente cumularsi all’indennizzo giΓ  ottenuto, offrendo un sostegno economico indispensabile per un ragazzo la cui vita Γ¨ stata irrevocabilmente trasformata a soli 24 anni.

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