Esercito e Sicurezza: Tra l’Eroismo di Como e il “Paradosso del Soldato Scoperto”

COMO β Domenica scorsa, le acque gelide del Lago di Como sono diventate il palcoscenico di un salvataggio miracoloso. Una pattuglia dellβEsercito, impegnata nellβoperazione “Strade Sicure”, ha strappato a morte certa un uomo in shock ipotermico. Un gesto che ha raccolto il plauso unanime delle istituzioni ma che, allo stesso tempo, ha riportato a galla un dibattito mai risolto: qual Γ¨ il vero “impero” dei nostri soldati? E, soprattutto, chi li tutela quando la mimetica viene riposta nellβarmadio?
La Dottrina Crosetto: Il ritorno al “Full Combat”
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, Γ¨ stato categorico: l’Esercito deve tornare alla sua funzione primaria. In un mondo segnato da minacce globali e guerre ibride, l’addestramento non puΓ² essere sacrificato per il controllo dei marciapiedi.
“Un soldato Γ¨ addestrato per la difesa della Patria e per scenari di alta intensitΓ , non Γ¨ un poliziotto e non deve esserlo”, ha ribadito piΓΉ volte il Ministro, spingendo per una riforma che restituisca i militari alle loro caserme e aumenti, di contro, gli organici delle Forze dellβOrdine.
Il “Limbo” del fuori servizio: Un vuoto normativo pericoloso
Il vero paradosso emerge quando un militare deve intervenire per un reato in flagranza. In quel momento, il soldato agisce come Agente di Pubblica Sicurezza, ma con un limite strutturale che le Forze dell’Ordine non hanno: lo status di Pubblico Ufficiale Γ¨ legato esclusivamente all’orario di servizio.
Chi tutela chi ci difende?
Se un militare effettua un arresto o sventa un reato violento, rischia di finire nel mirino della criminalitΓ . Ma chi lo protegge una volta finito il turno?
- La mancanza di protezione:Β A differenza di Polizia e Carabinieri (che mantengono lo status H24), il soldato che torna a casa Γ¨, giuridicamente, un privato cittadino. Se subisce ritorsioni o attentati per atti compiuti in servizio, la sua tutela legale e operativa Γ¨ decisamente piΓΉ fragile.
- Il dilemma della difesa personale:Β Sorge spontaneo chiedersi perchΓ© lo Stato, che esige dai militari una presenza costante nelle cittΓ , non permetta loro di circolare armati perΒ difesa personaleΒ anche fuori dal servizio. Oggi, il porto dβarmi per difesa personale (arma privata) per i militari non Γ¨ automatico e richiede lunghe procedure burocratiche.
Cosa succederebbe se fossero armati H24?
L’esigenza di sicurezza urbana spinge verso una riflessione radicale: se i militari fossero autorizzati a portare l’arma per difesa personale anche fuori servizio, potrebbero agire con maggiore serenitΓ contro eventuali ritorsioni. Tuttavia, ciΓ² aprirebbe un ulteriore dilemma: un militare fuori servizio che interviene armato su un reato agirebbe come “privato cittadino” o come “soldato”? Senza una riforma della qualifica giuridica (estesa alle 24 ore), il rischio di conseguenze penali per eccesso di difesa sarebbe altissimo.
Conclusione: Una scelta non piΓΉ rimandabile
Il caso di Como dimostra che il valore umano dei nostri soldati Γ¨ immenso, ma l’efficacia operativa non puΓ² basarsi sul sacrificio personale senza tutele. La linea di Crosetto Γ¨ chiara: l’Esercito deve tornare a fare l’Esercito. Per continuare a tenere i militari in strada, lo Stato deve prima risolvere il paradosso che vede un uomo essere “eroe della sicurezza” alle 14:00 e “privato cittadino indifeso” alle 20:00.
Confronto dello Status Giuridico (2026)
| Caratteristica | Polizia di Stato / Carabinieri | Esercito (Strade Sicure) |
| Qualifica P.S. | Permanente (H24) | Solo durante il servizio |
| Tutela post-servizio | Elevata e strutturale | Limitata/Assente |
| Porto d’armi privato | Agevolato / Gratuito | Soggetto a “dimostrato bisogno” |



