Difesa, l’allarme di Crosetto: “Un attacco di droni in Italia farebbe peggio che a Dubai”
Il Ministro della Difesa analizza le vulnerabilitΓ dei sistemi di sicurezza europei di fronte alle nuove tecnologie belliche e chiarisce i retroscena dell’operazione israeliana.
ROMA β “Un attacco simile in Italia farebbe peggio”. Con queste parole il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, lancia un monito severo sulla preparazione del nostro Paese e dell’intera Europa di fronte alle nuove minacce asimmetriche, con particolare riferimento all’uso massiccio di droni.
Commentando i recenti eventi internazionali e l’efficacia delle difese aeree, il Ministro ha tracciato un bilancio realistico della situazione italiana, distinguendo tra le minacce tradizionali e le sfide poste dai nuovi conflitti.
La vulnerabilitΓ ai droni
Secondo Crosetto, se l’Italia Γ¨ ben equipaggiata per contrastare minacce di alto profilo come i missili β grazie a sistemi avanzati come i SAMP/T [01:31] β lo scenario cambia drasticamente quando si parla di droni. “Le difese da queste nuove armi sono molto piΓΉ difficili rispetto alle armi tradizionali” [01:13], ha spiegato, sottolineando come questa tipologia di guerra sia emersa prepotentemente con il conflitto in Ucraina.
Il problema principale risiede nel ritardo tecnologico e strategico: l’Italia e i partner europei hanno iniziato a investire seriamente in contromisure specifiche solo negli ultimi due anni. La piena capacitΓ difensiva contro sciami di droni o attacchi a bassa quota non sarΓ raggiunta prima di alcuni mesi o, in certi casi, anni [01:43].
Il retroscena sull’attacco israeliano
Il Ministro ha anche fornito chiarimenti sulla dinamica diplomatica e militare che ha preceduto l’ultimo attacco israeliano. Crosetto ha rivelato che nΓ© gli alleati occidentali, nΓ© i paesi arabi erano stati informati preventivamente [00:23].
“Gli israeliani sono partiti quando hanno avuto la certezza che uno di quegli attacchi avrebbe colpito l’obiettivo principale” [00:13], ha dichiarato, spiegando che la necessitΓ di segretezza assoluta ha prevalso sulle consuete comunicazioni tra alleati.
“Sempre operativo, anche a distanza”
In risposta alle polemiche riguardanti la sua presenza fisica al Ministero durante i periodi di vacanza, Crosetto ha rivendicato la sua costante operativitΓ grazie agli strumenti tecnologici sicuri. “Non ho mai perso di vista un soldato italiano o una base” [00:47], ha assicurato, sottolineando come il ruolo di Ministro della Difesa richieda una connessione quotidiana e costante, indipendentemente dal luogo in cui si trovi.
L’analisi di Crosetto lascia aperta una questione cruciale per il futuro prossimo: la velocitΓ con cui l’Europa riuscirΓ a colmare il gap difensivo contro le nuove tecnologie belliche che stanno ridefinendo i concetti di sicurezza nazionale.



