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Crosetto alla Camera: “Aiutare Kiev non è bellicismo, ma l’unico sentiero per una pace giusta”

ROMA – Con 186 voti favorevoli, 49 contrari e 81 astenuti, l’Aula della Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del Ministro della Difesa, Guido Crosetto. Al centro del dibattito, la proroga degli aiuti militari all’Ucraina fino al 31 dicembre 2026. Un intervento, quello del titolare della Difesa, segnato da un realismo crudo e da una rivendicazione orgogliosa della linea atlantista del governo Meloni.

“Sopravvivenza è vittoria”

Lontano dai toni trionfalistici, Crosetto ha offerto ai deputati una lettura pragmatica del conflitto. “Non ho mai creduto che l’Ucraina potesse vincere militarmente contro una potenza cinque volte superiore”, ha ammesso con schiettezza, sottolineando però che la vera vittoria risiede nella capacità di resistenza dimostrata in questi anni. “Il fatto che l’Ucraina sia ancora in piedi è il successo della nostra strategia. Senza i nostri aiuti, oggi non parleremmo di pace, ma di occupazione”.

Il muro del negoziato e il “no” alle truppe

Il Ministro ha dipinto un quadro diplomatico ancora bloccato: “Il negoziato non decolla perché manca la volontà della controparte”. Crosetto ha poi tracciato un parallelo durissimo: “Persino Hamas ha accettato tregue tattiche; la Russia no, continua a colpire per il 90% obiettivi civili”.

Un punto fermo è stato ribadito sulla natura dell’impegno italiano: no all’invio di truppe sul terreno. Riferendo dell’ultima riunione dei “Volenterosi” a Parigi, il Ministro ha confermato la linea della prudenza, pur ribadendo che la difesa di Kiev coincide con la sicurezza dell’intero continente europeo.

“Orgoglio vs Vergogna”: la sfida alle opposizioni

Il momento di massima tensione si è registrato quando Crosetto ha respinto le accuse di “guerrafondaismo” piovute dai banchi della minoranza. “Aiutare una nazione a difendersi non è una scelta bellicista”, ha ribattuto, paragonando l’aggressione russa a un atto di bullismo internazionale. In chiusura, un affondo politico: “Lo spirito è stato quello di impedire la distruzione di un popolo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io invece ne sono orgoglioso”.

Le crepe nella maggioranza

Nonostante l’ok alla risoluzione, il voto ha lasciato intravedere alcune frizioni interne al centrodestra. Tra i 49 voti contrari si sono contati infatti quelli dei leghisti Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, oltre a quello dell’ex FdI Emanuele Pozzolo. Una “diserzione” che però non ha scalfito la tenuta del governo su un provvedimento che assicura a Kiev il sostegno italiano per tutto il prossimo anno.


I numeri del voto alla Camera:

  • Presenti: 316
  • Votanti: 235
  • Favorevoli: 186
  • Contrari: 49
  • Astenuti: 81

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