Silenzio e dolore nell’Arma Azzurra: l’ultimo volo del Luogotenente Angelo Negro

ARADEO (LECCE) – Ci sono notizie che lacerano il tessuto di una comunità come un fulmine a ciel sereno, lasciando dietro di sé solo interrogativi sospesi e un silenzio assordante. La morte del Luogotenente Angelo Negro, sottufficiale apicale dell’Aeronautica Militare, è una di queste. Un uomo che aveva dedicato la vita al servizio dello Stato, pilastro della difesa aerea nazionale, ha deciso di interrompere il proprio cammino a 54 anni, lasciando nel dolore la moglie, due figli e un’intera istituzione.
Un profilo d’eccellenza al servizio del Paese
Originario di Aradeo, nel cuore del Salento, il Luogotenente Negro non era un militare qualunque. Appartenente al ruolo dei sottufficiali, aveva raggiunto il grado di Luogotenente, la massima qualifica della categoria, segno di una carriera lunga, solida e costellata di responsabilità.
Prestava servizio presso il 22° Gruppo Radar di Licola (Napoli), un reparto d’élite dell’Aeronautica Militare che funge da “occhio” dello Stato sullo spazio aereo tirrenico. Qui, Negro era stimato non solo per le sue competenze tecniche, ma soprattutto per la sua statura umana: un punto di riferimento per i colleghi più giovani e un “amico sincero” per i pari grado, come lo hanno ricordato le sigle sindacali militari in queste ore.
La tragedia e il cordoglio
Il dramma si è consumato lo scorso 30 settembre. Nulla, nei giorni precedenti, lasciava presagire un simile epilogo. Chi lo conosceva lo descrive come una persona solare, integra, un uomo che aveva saputo conciliare gli impegni di una carriera di alto livello con un legame viscerale per la sua terra d’origine.
Ad Aradeo, dove si sono svolte le esequie con i massimi onori militari, la commozione è stata unanime. Il picchetto d’onore dell’Aeronautica ha accompagnato il feretro in un clima di profondo rispetto, mentre l’amministrazione comunale si è stretta attorno alla famiglia Negro, colpita da una perdita tanto improvvisa quanto inspiegabile.
L’ombra dei suicidi in divisa: un’emergenza silenziosa
La scomparsa di Angelo Negro, tuttavia, non resta un fatto di cronaca isolato, ma riaccende con forza il dibattito sul benessere psicologico all’interno delle Forze Armate. Secondo i dati monitorati dall’Osservatorio Suicidi in Divisa, il fenomeno continua a colpire con frequenza allarmante.
Le associazioni di categoria, tra cui il SIULM (Sindacato Unitario Lavoratori Militari), hanno espresso cordoglio chiedendo al contempo una riflessione profonda. Il peso delle responsabilità, unito alle pressioni di un ruolo operativo delicato come quello ricoperto a Licola, può talvolta creare fragilità invisibili agli occhi esterni. Il “muro di gomma” che spesso circonda il tema della salute mentale tra i militari è la sfida che le istituzioni sono chiamate a vincere, per evitare che altre vite votate al servizio del Paese si spezzino nel silenzio.
Il ricordo
Resta l’immagine di un uomo che ha servito l’Italia con onore per oltre trent’anni. Angelo Negro non era solo un “numero di matricola”, ma un marito, un padre e un professionista che ha lasciato un segno indelebile in chiunque abbia incrociato il suo cammino, sia tra i corridoi della base di Licola che tra le strade della sua Aradeo.
Se tu o qualcuno che conosci state attraversando un momento di crisi, non esitare a chiedere aiuto. Sono attivi diversi servizi di supporto psicologico:
- Telefono Amico: 02 2327 2327
- Numero Unico di Emergenza: 112



