Tensione a Palazzo Chigi: Delusione dei Sindacati della Difesa e Sicurezza dopo l’Incontro con Meloni.
La Presidenza del Consiglio incontra Forze Armate, Polizia e Vigili del Fuoco. Tre minuti per sindacato evidenziano l’urgenza di risorse adeguate, specificitΓ e l’avvio della previdenza complementare.
ROMA, 10 dicembre 2025 β Si Γ¨ tenuto ieri, 9 dicembre, a Roma, un cruciale incontro tra una delegazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri e i rappresentanti di tutte le sigle sindacali del comparto Sicurezza e Difesa, che include Forze Armate, Forze di Polizia e Vigili del Fuoco. Nonostante la posta in gioco elevatissimaβla Legge di Bilancio 2026, le risorse per il rinnovo contrattuale, la previdenza complementare e quella dedicataβla riunione si Γ¨ svolta con tempi estremamente contingentati, concedendo a ciascun partecipante solo tre minuti per esporre le proprie istanze.
La sintesi dei sindacati Γ¨ stata unanime: piΓΉ soldi, piΓΉ personale e riconoscimento della specificitΓ professionale.
Stipendi e la Battaglia per la “SpecificitΓ ”
I sindacati hanno sollevato una critica strutturale al metodo negoziale attuale, ritenuto colpevole di alimentare una frammentazione inaccettabile tra le categorie. In questo contesto, il sindacato USAMi Aeronautica Γ¨ intervenuto con una proposta netta per tutelare la dignitΓ economica di tutti i lavoratori in uniforme.
La richiesta avanzata da USAMi Γ¨ stata quella di introdurre un nuovo modello contrattuale che finanzi la totalitΓ degli stipendi (100% delle risorse) attraverso uno stanziamento dedicato. Tutte le indennitΓ accessorie, legate alle specificitΓ professionali e operative dei militari, dovrebbero invece essere finanziate con una dotazione separata.
“Γ tempo che lo stipendio base sia dignitoso per tutti,” ha dichiarato un rappresentante sindacale, “e che le particolaritΓ operative, che rendono unico lo status di militare, siano finanziate a parte, senza sottrarre risorse al trattamento fondamentale.”
L’Allarme Previdenziale: “Risparmi Sulla Pelle dei Militari”
Uno dei punti di maggiore tensione Γ¨ stato il dossier previdenziale. Le sigle hanno denunciato una grave carenza di risorse, sottolineando come lo Stato abbia “risparmiato miliardi di euro sulla pelle dei militari negli ultimi 30 anni” a causa del mancato avvio della previdenza complementare.
Per questa ragione, i sindacati sostengono che non ci debbano essere remore nell’incrementare le dotazioni per:
- Il Contratto (2025-2027).
- L’avvio immediato della Previdenza Complementare, vitale per i giovani in servizio.
- La Previdenza Dedicata, necessaria per il personale anziano.
Le critiche sono state anche sui risparmi quotidiani generati dalla gestione del personale, come i quattro euro lordi per unβora di straordinario nei servizi di guardia, talvolta svolti da personale quasi sessantenne, e le croniche carenze logistiche.
La Risposta Cauta del Governo
Il tavolo Governativo, pur riconoscendo le criticitΓ , ha fornito risposte caute:
- Γ stato evidenziato l’intento di avviare la previdenza complementare in modo graduale.
- Γ stata promessa la promozione della previdenza dedicata.
- Γ stato anticipato un aumento della percentuale del PIL dedicato al Comparto Difesa nei prossimi anni.
Tuttavia, l’Esecutivo non ha ancora chiarito la destinazione esatta di queste future maggiori risorse del PIL, che i sindacati chiedono espressamente siano impiegate per il contratto, la specificitΓ e il riordino del comparto, e non solo per l’acquisto di mezzi e armamenti.
Con l’alba della negoziazione contrattuale 2025-2027, la battaglia per un trattamento economico e previdenziale equo Γ¨ ufficialmente entrata nel vivo, ponendo i massimi Vertici politici di fronte a scelte finanziarie non piΓΉ procrastinabili.



