Milleproroghe 2026: Ufficiale la Proroga dell’Ausiliaria per le Forze Armate

Il Governo inserisce nel nuovo decreto di fine anno l’estensione al 31 dicembre 2026 del regime transitorio per il collocamento in ausiliaria. Una boccata d’ossigeno per Ufficiali e Sottufficiali, ma restano aperti i nodi sulle risorse e sui richiami in servizio.
Roma β Con il via libera al Decreto Legge “Milleproroghe” (approvato dal Consiglio dei Ministri a fine dicembre 2025), arriva una conferma attesa per il comparto Difesa: Γ¨ stato prorogato di un anno il termine per il collocamento in ausiliaria del personale militare.
La misura, contenuta nella bozza del provvedimento che traghetta l’amministrazione pubblica nel 2026, interviene direttamente sul Codice dell’Ordinamento Militare (D.Lgs. 66/2010), spostando la “scadenza” operativa di questo istituto dal 2025 al 31 dicembre 2026.
Cosa Cambia: La Modifica all’Articolo 2229
Il cuore del provvedimento risiede nella modifica dell’articolo 2229, comma 1, del Codice dell’Ordinamento Militare. La norma, che regola il regime transitorio del collocamento in ausiliaria, vedeva la sua scadenza naturale fissata alla fine del 2025. Con il nuovo decreto, il legislatore ha sostituito le parole “31 dicembre 2025” con “31 dicembre 2026”.
In termini pratici, questo significa che Ufficiali e Sottufficiali delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri) che matureranno i requisiti entro il prossimo anno potranno ancora accedere a questa particolare forma di pre-pensionamento attivo.
L’Istituto dell’Ausiliaria: Di Cosa si Tratta
Per i non addetti ai lavori, l’ausiliaria non Γ¨ una semplice pensione. Γ uno status giuridico che si colloca tra il servizio attivo e la quiescenza definitiva. Il militare in ausiliaria:
- Cessa dal servizio permanente.
- Per un periodo di 5 anni rimane a disposizione dell’Amministrazione della Difesa (o di altre Pubbliche Amministrazioni) per eventuali richiami in servizio in caso di necessitΓ .
- Percepisce un’indennitΓ specifica (indennitΓ di ausiliaria) che va a integrare il trattamento pensionistico, valorizzando la disponibilitΓ offerta allo Stato.
La proroga Γ¨ fondamentale perchΓ© consente di gestire il turnover del personale anziano senza creare bruschi scossoni nell’organico e garantendo al contempo un “bacino di riserva” di personale esperto richiamabile.
Luci e Ombre: Il Dibattito Sindacale
Nonostante la proroga sia tecnicamente una buona notizia per chi aspirava a questo scivolo nel 2026, il clima tra le rappresentanze sindacali militari (i nuovi sindacati con le stellette, come il SIULM e altri) rimane caldo. Le critiche si concentrano non tanto sulla proroga temporale, quanto sulla sostanza economica. Negli ultimi anni, infatti, si Γ¨ assistito a una gestione dei contingenti numerici e delle risorse finanziarie che ha reso l’accesso all’ausiliaria piΓΉ complesso o meno vantaggioso rispetto al passato.
Inoltre, il decreto Milleproroghe tocca anche altri tasti dolenti, come il rinvio delle finestre per l’area negoziale dei dirigenti, spostando in avanti traguardi che la categoria attendeva a breve.
I Richiami nella Pubblica Amministrazione
Un altro aspetto rilevante confermato dalla proroga riguarda la possibilitΓ per le Pubbliche Amministrazioni locali e centrali di attingere dal bacino dei militari in ausiliaria per coprire carenze di organico o esigenze specifiche. Questo meccanismo, rodato negli ultimi anni, permette agli enti pubblici di avvalersi di personale giΓ formato e immediatamente operativo, con costi contenuti rispetto a nuove assunzioni.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la proroga al 2026 diventa legge dello Stato. Per migliaia di militari che stanno pianificando l’uscita dal servizio attivo, si tratta di una certezza normativa fondamentale. Resta da vedere se, nel corso dell’anno, verranno stanziate risorse aggiuntive per rendere questa misura non solo un’opportunitΓ sulla carta, ma un’opzione concretamente percorribile per tutti gli aventi diritto.



