L’Artiglieria Italiana cambia marcia: Arriva l’RCH 155, il “cecchino” su ruote che spara in movimento

L’Esercito Italiano sta per compiere un salto generazionale senza precedenti. Se fino a ieri la spina dorsale del supporto di fuoco era affidata ai gloriosi ma “statici” obici FH70, il futuro ha un nome che profuma di alta tecnologia e mobilità estrema: RCH 155.
Con un investimento stimato di 1,8 miliardi di euro, il Ministero della Difesa ha tracciato la rotta per i prossimi 15 anni. Ma attenzione: non sarà un semplice acquisto “da scaffale”. Ecco tutto quello che c’è da sapere sulla rivoluzione dell’artiglieria delle nostre Forze Medie.
🎯 La Rivoluzione: Sparare e Scappare (mentre ci si muove!)
La vera “killer feature” dell’RCH 155 (Remote Controlled Howitzer) è una capacità che sembra uscita da un videogioco: il tiro in movimento.
Mentre i sistemi tradizionali devono fermarsi, stabilizzarsi e poi sparare (diventando vulnerabili al fuoco di controbatteria nemico), l’RCH 155 può aprire il fuoco mentre il veicolo è in marcia. Grazie al modulo AGM (Artillery Gun Module) di KNDS, il sistema compensa automaticamente le oscillazioni dello scafo, garantendo una precisione chirurgica.
- Equipaggio: Solo 2 persone (protette nello scafo).
- Automazione: La torretta è 100% automatizzata e controllata da remoto.
- Tattica: “Shoot-and-scoot” ai massimi livelli. Spari, e prima che il colpo arrivi a segno, sei già chilometri lontano.
🇮🇹 Il “Tocco Italiano”: Leonardo e il Sistema Ibrido
Qui la faccenda si fa interessante. L’Italia non si limiterà a importare il Boxer tedesco. L’accordo strategico tra Leonardo e KNDS Deutschland (siglato a fine 2025) punta a una versione “nazionale”.
L’idea è quella di montare il potentissimo modulo d’artiglieria tedesco su un nuovo scafo 8×8 sviluppato da Leonardo (probabilmente derivato dall’eccellenza del Centauro II o dal VBM Freccia EVO). Questo permetterebbe all’Esercito di avere:
- Sovranità tecnologica: Elettronica, sistemi di comando C5I e comunicazioni interamente Made in Italy.
- La Torretta HITFIRE: Leonardo ha già presentato il dimostratore della sua torretta automatizzata, che promette un profilo più basso e una migliore integrazione con le nostre piattaforme.
🚀 Munizionamento Vulcano: Oltre i 70 km
Un obice non è nulla senza i suoi proiettili. L’RCH 155 italiano sarà il partner perfetto per il munizionamento Vulcano 155mm di Leonardo. Mentre le munizioni standard arrivano a 30-40 km, il Vulcano GLR (Guided Long Range) può colpire obiettivi a 70-80 km con uno scarto di pochissimi metri, grazie alla guida GPS e laser. È, a tutti gli effetti, un missile lanciato da un cannone.
💰 Numeri e Tempi: Quando lo vedremo in campo?
Il programma SMD 38/2025 è un impegno a lungo termine:
- Fase 1 (2025-2034): Avvio dello sviluppo e dei primi test (202 milioni già stanziati).
- Fase 2 (2029-2039): Produzione in serie e acquisizione dei primi reggimenti (435 milioni).
- Obiettivo finale: Una flotta completa per le brigate medie (Pinerolo, Aosta e Sassari) per un totale che potrebbe superare i 50 esemplari.
🎤 Il Verdetto di Militar TV
L’acquisizione dell’RCH 155 non è solo un potenziamento: è un cambio di paradigma. In un campo di battaglia moderno, dove i droni individuano la tua posizione in pochi secondi, la capacità di non fermarsi mai è l’unica vera assicurazione sulla vita per i nostri artiglieri.
L’Italia ha scelto di non stare a guardare, unendo la potenza di fuoco tedesca con l’ingegno industriale di Leonardo.
Voi cosa ne pensate? Meglio il Boxer tedesco puro o la versione “ibrida” su scafo italiano? Scrivetelo nei commenti!



