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Difesa, maxi-piano da 2,4 miliardi: via al restyling tecnologico delle fregate FREMM

Approda in Parlamento il decreto per l’aggiornamento di mezza vita delle unitΓ  della Marina Militare. Il programma durerΓ  15 anni e include l’acquisto di nuove tecnologie e il supporto logistico. Resta aperta l’ipotesi di cessione alla Grecia.

ROMA, 11 Dicembre 2025 – La spina dorsale della flotta italiana si prepara a un profondo rinnovamento. È giunto sui tavoli del Parlamento lo schema di decreto ministeriale che dΓ  il via libera a un imponente programma di ammodernamento per le fregate classe FREMM (Fregate Europee Multi-Missione) della Marina Militare.

L’operazione, dal valore complessivo di 2,4 miliardi di euro, segna un passaggio cruciale per il mantenimento dell’operativitΓ  dello strumento navale italiano nei prossimi decenni.

Un aggiornamento “di mezza vita”

Il cuore del provvedimento Γ¨ il cosiddetto AMV (Aggiornamento di Mezza Vita). Non si tratta di semplice manutenzione ordinaria, ma di un vero e proprio salto tecnologico. Il programma, che si svilupperΓ  lungo un arco temporale di 15 anni, mira a contrastare l’obsolescenza dei sistemi di bordo attraverso l’implementazione di “tecnologie emergenti”.

Secondo quanto riportato nel documento ministeriale, l’intervento capitalizzerΓ  i “ritorni dal campo”, ovvero l’esperienza accumulata durante le missioni operative degli ultimi anni. Le navi non saranno solo riparate, ma evolute per rispondere alle nuove minacce, integrando anche un rifinanziamento sostanziale del supporto logistico integrato, essenziale per garantire la disponibilitΓ  delle unitΓ  in mare.

Il valzer delle navi: l’ipotesi Grecia e le FREMM EVO

Il programma di ammodernamento si intreccia con le strategie di acquisizione e politica internazionale. Resta infatti sul tavolo l’ipotesi della cessione delle fregate Bergamini e Fasan alla Marina greca, un’operazione di cui si discute da tempo negli ambienti della difesa.

Qualora la vendita dovesse concretizzarsi, il decreto prevede contromisure immediate per non sguarnire la flotta: le due unitΓ  verrebbero rimpiazzate dall’acquisizione di due nuove FREMM EVO (Evolved). Questa mossa permetterebbe alla Marina Militare di mantenere inalterato il numero complessivo delle fregate, che rimarrebbe fisso a 10 unitΓ , ma con il vantaggio di introdurre in linea navi di ultimissima generazione giΓ  in fase di costruzione.

Lo scenario

Con questo investimento, l’Italia conferma la volontΓ  di mantenere un ruolo di primo piano nel Mediterraneo allargato. L’approvazione parlamentare del decreto sbloccherΓ  i fondi necessari per avviare i cantieri e garantire che le FREMM, considerate tra le migliori fregate al mondo, rimangano al vertice dell’efficienza operativa anche per la seconda metΓ  della loro vita di servizio.

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