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Ardea, il peso della divisa: respinto l’indennizzo al Maresciallo dell’Aeronautica per “stress militare”

ARDEA (RM) – Una battaglia combattuta non nei cieli, ma nelle aule di tribunale, si Γ¨ conclusa con una sconfitta per un Maresciallo dell’Aeronautica Militare residente ad Ardea. Il militare, che chiedeva il riconoscimento della causa di servizio per gravi patologie cardiache legate, a suo dire, allo stress accumulato in anni di carriera, si Γ¨ visto respingere definitivamente la richiesta di indennizzo sia dal Ministero della Difesa che dai giudici amministrativi.

Il Cuore Sotto Accusa: “Colpa della Vita Militare”

La vicenda riguarda un sottufficiale che ha dedicato la sua vita all’Arma Azzurra, ma che negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con un nemico silenzioso: una severa cardiopatia accompagnata da ipertensione arteriosa. Secondo il militare, queste patologie non sarebbero frutto del caso o della genetica, ma la diretta conseguenza di decenni di pressioni psicofisiche, turni massacranti e le responsabilitΓ  intrinseche alla vita in divisa.

Convinto di questo nesso, il Maresciallo aveva presentato istanza al Ministero della Difesa per ottenere l’equo indennizzo e il riconoscimento della malattia professionale. La risposta di Palazzo Baracchini, tuttavia, Γ¨ stata negativa: per l’amministrazione non vi erano evidenze sufficienti a dimostrare che l’infarto e l’ipertensione fossero stati causati esclusivamente o prevalentemente dal servizio prestato.

Il “No” del TAR e il Muro della Prova

Non arrendendosi al primo diniego, il militare ha impugnato il provvedimento di fronte al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). La speranza era quella di ribaltare il parere del Comitato di Verifica per le Cause di Servizio (CVCS), l’organo tecnico che valuta le dipendenze da causa di servizio.

Tuttavia, anche i giudici amministrativi hanno confermato la linea del Ministero. La sentenza ribadisce un principio giuridico ormai consolidato e spesso scoglio insormontabile per molti uomini in divisa: l’assenza di “fatti di servizio specifici e traumatici” direttamente collegabili alla patologia rende quasi impossibile il riconoscimento. In sostanza, stress generico e responsabilitΓ  di ruolo, per quanto gravosi, non bastano a giustificare legalmente una cardiopatia, patologia che la scienza medica considera spesso multifattoriale (legata cioΓ¨ a etΓ , familiaritΓ , stili di vita).

Un Fenomeno Diffuso e la Giurisprudenza

Il caso di Ardea non Γ¨ isolato, ma rappresenta la punta dell’iceberg di un contenzioso sempre piΓΉ vasto. Sono centinaia i militari e le forze dell’ordine che ogni anno cercano di vedersi riconosciuti danni biologici da stress (il cosiddetto “straining”) o da esposizione a fattori ambientali nocivi.

Se da un lato la giurisprudenza ha fatto passi avanti significativi in casi eclatanti (come quelli legati all’uranio impoverito), per patologie comuni come quelle cardiovascolari la strada resta in salita. I tribunali tendono a dare prevalenza al giudizio tecnico del Comitato di Verifica, che gode di ampia discrezionalitΓ  tecnica, a meno che non si dimostri un errore logico palese o una mancata valutazione di documenti decisivi.

Le Reazioni

La sentenza ha suscitato amarezza tra le associazioni di categoria, che da tempo denunciano come l’usura psicofisica del personale militare sia spesso sottovalutata dalle istituzioni. “Servire lo Stato comporta sacrifici che vanno oltre l’orario di lavoro,” commentano alcuni colleghi, “ma quando il corpo presenta il conto, spesso ci si ritrova soli”.

Per il Maresciallo di Ardea, salvo ulteriori ricorsi al Consiglio di Stato (spesso complessi e costosi), la via giudiziaria sembra essersi chiusa, lasciando aperta perΓ² una ferita nel dibattito sulla tutela della salute di chi indossa una divisa.

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